I rischi insiti nell’utilizzo del Web come possibile strumento di sfruttamento sessuale dei minori: l’attuazione in Italia della Convenzione di Lanzarote e il potenziamento degli strumenti repressivi

Costanza Bernasconi

Abstract


AbstractAmong the risks inherent in an unknowingly use of the Web, unfortunately, it is also necessary to include what is related to the phenomenon called child grooming, which, facilitated by the rapid diffusion of new communication technologies among the younger sections of the population, has become more and more worrying. With a view to stem the phenomenon, the Council of Europe has already adopted a Convention in 2007 (so-called Lanzarote Convention), by which various disciplines have been adopted, all aimed at preventing and fighting the exploitation and sexual abuse of minors. Among such disciplines, in particular as far as it is concerned here, the Convention has imposed the adoption of specific legislative measures “to criminalise the intentional proposal, through information and communication technologies, of an adult to meet a child who has not reached the age set in application of Article 18, paragraph 2, for the purpose of committing any of the offences established in accordance with Article 18, paragraph 1.a, or Article 20, paragraph 1.a, against him or her, where this proposal has been followed by material acts leading to such a meeting” on the signatory States. The Italian legislator has transposed the supranational impulse by adapting internal legislation and strengthening, even in criminal matters, the instruments to protect the child's sexual integrity in relation to the above-mentioned new and insidious forms of cybercrime. The present contribution will therefore aim to reconstruct the essential lines of sanctioning legislation in this matter, relying on the fact that an activity of more in-depth knowledge of the phenomenon, not only by law practitioners, but also by teachers and families, can contribute to a further strengthening of the so-called digital education. In fact, as remembered by the Guarantor for Infancy and Adolescence, "on the Web universe it is unthinkable to imagine a total control; this is why it is necessary a click of awareness and a commitment to govern the risks associated with the Web, which must concern both the boys and the parents and the teachers. (…) A collective approach that seriously faces the launch of a digital education, that allows adults to get familiar with computer technology and both children and adults to take into account the potential risks involved is necessary". 

RiassuntoTra i rischi insiti in un utilizzo non consapevole del Web è necessario, purtroppo, annoverare anche quello legato al fenomeno dell’adescamento online (c.d. child grooming). Agevolato proprio dalla rapida diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione presso le fasce più giovani della popolazione, il fenomeno ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti. Allo scopo di arginare il fenomeno, il Consiglio di Europa ha adottato già nel 2007 una Convenzione (c.d. Convenzione di Lanzarote), con la quale sono stati dettati vari profili di disciplina, tutti volti a prevenire e contrastare lo sfruttamento e l’abuso sessuale dei minori. Tra siffatti profili di disciplina, in particolare per quanto ora di interesse, la Convenzione ha imposto agli Stati firmatari di adottare specifiche misure legislative al fine di considerare reato la condotta di chi, allo scopo di compiere atti sessuali con minorenni o di produrre materiale pedopornografico, proponga un incontro ad un minore anche mediante l’uso di tecnologie di comunicazione e informazione. Il legislatore italiano ha recepito l’impulso sovranazionale, adeguando la normativa interna e rafforzando, anche in sede penale, gli strumenti di tutela dell’integrità sessuale del minore nei confronti delle predette nuove e insidiose forme di criminalità informatica. Il presente contributo sarà, dunque, finalizzato a ricostruire le linee essenziali della normativa sanzionatoria in materia, confidando sulla circostanza che un’attività di più approfondita conoscenza del fenomeno, non solo da parte degli operatori del diritto, ma anche da parte di insegnanti e famiglie possa contribuire ad un ulteriore rafforzamento della c.d. educazione digitale. Come, infatti, ricordato dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza, “sull’universo del Web è impensabile immaginare un controllo totale; per questo serve uno scatto di consapevolezza e un impegno a governare i rischi connessi al Web, che deve riguardare sia i ragazzi che i genitori e gli insegnanti. […] È necessario un impegno collettivo che affronti in maniera seria l’avvio di un’educazione digitale a tutto campo, che permetta agli adulti di familiarizzare con le tecnologie informatiche e consenta, sia ai ragazzi che agli adulti, di prendere consapevolezza dei potenziali rischi connessi”.

 

Keywords – Web, sexual exploitation, sexual abuse of children, child grooming, criminal law

 

Parole chiave – Web, sfruttamento sessuale, adescamento online, tutela del minore, disciplina penale

 


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DOI: http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/1421

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