Educare al conflitto oggi: la proposta pedagogica di François Galichet

Domenica Maviglia

Abstract


Abstract The paper offers an analysis of the themes of citizenship education and pedagogy of conflict according to the vision of the philosopher François Galichet. Starting from the examination of the transition from the linear-systematic paradigm to that of the fragment, the French philosopher agrees that educating citizenship means educating in conflict, in diversity, against all forms of homologation and hypocrisy. In this direction, the emergence of a “pedagogical ethic” is proposed, which acts as a builder of relationships and brings into play the consciences that from individual and selfish become collective, rediscovering in this way that sense of responsibility and belonging to the humanity of one respect to the others. In the time in which our societies are more and more declined in the plural, unleashing a real attack of  “moral panic”, favoring “the pedagogy of conflict” advanced by Galichet could help to eliminate those attitudes children of the logic of passive tolerance that they consider diversity as a problematic factor and not as a value with a strong generative power that enriches.

 

 

Riassunto Il contributo propone un’analisi dei temi dell’educazione alla cittadinanza e della pedagogia del conflitto secondo la visione del filosofo François Galichet. Partendo dalla disamina del passaggio dal paradigma lineare-sistematico a quello del frammento, il filosofo francese conviene che educare alla cittadinanza significhi educare al conflitto, alla diversità, contro ogni forma di omologazione e ipocrisia. In tale direzione si propone l’emergenza di “un’etica pedagogica” che funga da costruttrice di relazioni e metta in gioco le coscienze che da individuali ed egoistiche diventino collettive, riscoprendo così quel senso di responsabilità e di appartenenza all’umanità degli uni rispetto agli altri. Nel tempo in cui le nostre società sono sempre più declinate al plurale, scatenando un vero e proprio attacco di “panico morale”, favorire “la pedagogia del conflitto” avanzata da Galichet potrebbe aiutare ad eliminare quegli atteggiamenti figli della logica della tolleranza passiva che considerano la diversità come un fattore problematico e non invece come un valore dotato di un forte potere generativo che arricchisce.

 

Parole chiave – pedagogia del conflitto, educazione alla cittadinanza, democrazia, responsabilità, Galichet

 

Keywords pedagogy of conflict, citizenship education, democracy, responsibility, Galichet

 


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DOI: http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/2139

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