Testimonianze di pratiche cultuale dai resti faunistici del Tempio VI del Timpone della Motta (Cosenza)

Nicoletta Perrone

Abstract


Riassunto - Le indagini condotte tra il 2008 e il 2009 presso il complesso santuariale  del Timpone della Motta – Francavilla Marittima (Cosenza)-  hanno portato alla luce i resti di un nuovo edificio templare,  l’Edificio VI, ( VI secolo a.C.). Le ricerche hanno evidenziato una struttura di forma irregolare interpretata come altare, alla quale sono riferibili materiali ceramici, oggetti bronzei,vasi potori, cloroplastica, in associazione ad  una cospicua quantità di resti faunistici combusti frammisti a ceneri. Dall’analisi del record osteologico emerge che la maggior parte dei resti faunistici è relativa ad animali domestici ed in particolare agli ovicaprini che, con una percentuale superiore al 90% del totale, dominano tutti gli altri resti riferibili alla fauna domestica. Le peculiarità del campione consta nella omogeneità di combustione – fino alla calcinazione delle stesse – e nella mirata selezione degli elementi anatomici: le uniche regioni scheletriche determinabili sono quelle relative a parte del quarto posteriore degli ovicaprini: femori, patelle rotulee e vertebre coccigeo-caudali. Alla luce dei dati scaturiti dall’esame del campione faunistico e dall’associazione tra i materiali organici ed inorganici, è ipotizzabile che i resti animali esaminati siano  il prodotto di riti sacrificali di matrice greca. Le pratiche riconosciute all’interno dell’Edificio VI trovano puntuali confronti con evidenze già note in letteratura nell’ambito delle conoscenze sull’impiego della fauna domestica durante i riti sacrificali di origine greca.

 

Summary - Evidence of cultural practices from faunal remains at temple VI in Timpone della Motta (Cosenza)

Surveys made between 2008 and 2009 at the shrine complex of the Timpone della Motta - Francavilla Marittima (Cosenza) - have unearthed the remains of a new temple building,  Building VI (VI century B.C.). So far research  has shown a structure of irregular shape interpreted as an altar, which  ceramic materials, bronze objects, drinking vessels , chloroplastic refer  to,  along with a substantial amount of animal remains mixed with flue ashes. The analysis of the osteological  record shows that most of the animal remains relates to domestic animals and particularly to  goats that, with a percentage higher than 90% of the total, dominate over all the other remains referable to the domestic fauna. The peculiarity of the sample consists in the combustion homogeneity - until calcination – and in the targeted selection of the anatomical elements.  The only determinable skeletal regions are those in the hindquarters of sheep and goats: femora, kneecap -coccygeal and caudal vertebrae.  In the light of data resulted from an overview of the faunal sample and the relationship  between organic and inorganic materials, it is conceivable that the remains of animals examined are the product of sacrificial rituals of Greek roots. The  practices that were recognised within Building VI perfectly match what  already known in the literature about  the use of domestic animals during  sacrificial rituals of Greek origin.




DOI: http://dx.doi.org/10.15160/1824-2707/1326

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.


ISSN: 1824-2707

Geoscience e-Journals

PreviousRandomNextList
doajLicenza Creative Commons