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Norme redazionali

Norme editoriali

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA
FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA
DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI
Via del Paradiso, 14
FERRARA

ANNALI ONLINE LETTERE (AOFL)

NORME EDITORIALI

 

1. Formati

Si accettano contributi in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco riconducibili alle cinque sezioni della rivista. I testi - che saranno valutati, in forma anonima, dal Comitato Scientifico e da referees internazionali, anch'essi coperti da anonimato - vanno inviati rispettivamente entro il 31 maggio e il 30 novembre come allegato di posta elettronica, in formato word e pdf, al Direttore Prof. Angela Maria Andrisano (angela.andrisano@unife.it) e al responsabile della sezione su cui si intende pubblicare l’articolo (Sezione Linguistica, Prof. Laura Bafile laura.bafile@unife.it; Sezione Letteratura, Prof. Cristina Montagnani cristina.montagnani@unife.it; Sezione Cinema, Prof. Alberto Boschi alberto.boschi@unife.it; Sezione Teatro Prof. Angela Maria Andrisano angela.andrisano@unife.it, Sezione Arte Prof. Ada patrizia Fiorillo ada.patrizia.fiorillo@unife.it) accompagnati da un breve abstract inglese, se l'articolo è redatto in italiano, e in italiano, se l'articolo è scritto in un'altra lingua (max 10 righe), corredati infine dall'e-mail e, facoltativamente, dal recapito postale che l'autore desidera compaiano alla fine dell'articolo.

I contributi dovranno essere fatti pervenire in formato Word (.doc), qualsiasi versione. Si sconsiglia il formato .rtf. Il carattere usato dovrà essere Times New Roman 12 (10 per le note), con interlinea 1,5. Il rientro dei capoversi sarà di 1 cm.

Impostazione pagina: margine superiore 2,5 cm; sinistro 2 cm; inferiore 2 cm; destro 2 cm.

Il nome dell’autore va centrato, in maiuscoletto e separato dal titolo del contributo da una riga (interlinea 1,5).

Il titolo del contributo va in corsivo, grassetto, centrato e in carattere 13.

Nel caso di una recensione vanno seguiti i seguenti modelli (carattere Times New Roman 13):

Francesco Carpanelli, Euripide. L'evoluzione del dramma e i nuovi orizzonti istituzionali ad Atene, Torino, UTET, 2005, pp. 227. ISBN 88-6008-019-3

Giaime Alonge, Giulia Carluccio (a cura di), Cary Grant. L’attore, il mito. Venezia. Marsilio. 2006. pp. 293. ISBN -88-317-9013-7

Eventuali sottotitoli vanno separati dal testo da una riga singola (interlinea 1).
 
Per l’eventuale uso di singole parole o citazioni in greco, si richiede l’uso del font Hellenica (sia per PC sia per Mac).

ABSTRACT. L’autore deve fornire un abstract, che riassuma i problemi discussi, le metodologie impiegate e le conclusioni. Come si è detto, se l’articolo è in una lingua straniera, l’abstract dovrà essere in italiano; per gli articoli in italiano, invece, l’abstract sarà in inglese.
A corredo devono inoltre essere presentate cinque parole chiave che possano rendere immediatamente chiaro il contenuto dell’articolo.

Dati personali. Alla fine del testo dell’articolo, ciascun autore è invitato (se lo ritiene opportuno) a inserire i propri dati secondo i seguenti modelli:

 

A) per Strutturati

Nome e Cognome
Università di appartenenza
Dipartimento
Indirizzo del Dipartimento
I – cap città
indirizzo e-mail

B) per non Strutturati

Nome e Cognome
Indirizzo privato
I – cap città
indirizzo e-mail                             

(l’autore può anche decidere di inserire esclusivamente Nome e Cognome e indirizzo mail)

 

2. Tipi di carattere

Il carattere di base è il tondo.
Va usato il corsivo:

1) per i titoli (di opere, articoli, volumi miscellanei, etc.), ad eccezione dei termini che
nell’originale sono in corsivo e per i quali va usato il tondo;

2) per le parole non appartenenti alla lingua dell’articolo, non entrate nell’uso comune (come cursus honorum, locus classicus, scil., v.l., Leitmotiv, Wortstellung. Fanno eccezione le parole di grafia non latina, es. Greco, Russo, Arabo etc.);

3) per le citazioni da testi latini

4) per le denominazioni latine dei codici e dei papiri, ad es. Vat.gr., Pal., Guelferbytanus.
     

Va usato il grassetto per le sigle che contraddistinguono i codici (ad es. A, V, b, S, , α).

 

3. Interpunzione 

          1. Le virgolette basse si useranno:
- citazioni da testi scientifici (italiani e stranieri); per l’adozione o meno della maiuscola all’inizio di citazione, rifarsi alla sintassi del contesto in cui è inserita la citazione. Nel caso di citazioni continuate o di brani estesi, questi dovranno essere centrati (con i margini di 1 cm a sinistra e a destra), in corpo minore (carattere 11) e senza virgolette;
- nei richiami di parole di brani citati;
- traduzioni.

         2. Le virgolette alte dovranno essere adoperate per:
- parole delle quali si desidera sottolineare il significato etimologico;
- parole alle quali si intenda dare un senso particolare oppure sottolinearne l’enfasi;
- parole coniate arbitrariamente.

       3. Il valore di un termine di altra lingua in italiano va messo tra apici: ex. kalos = ‘bello’.


ESEMPI DI CITAZIONE DI TESTI ANTICHI:
Per tutti gli autori, sia greci che latini, il numero romano indica il libro; seguono quelli arabi indicanti il capitolo ed il paragrafo, separati da virgola (es.: Thuc. II 47, 2).

Hom. Od. II 314-17
Paus. I 18,1
Stesich. PMG 217
Vitr. De arch. II 3, 3
Cod. Vat. lat. 1202 fol. 42v.
IG II2 15, rigo 87.
CIL X 1425.
SIG3 598 D 10-16.

4. Indicazioni bibliografiche

La bibliografia sarà posta in fondo all’articolo. Nel testo (e nelle note) vi si farà riferimento solo attraverso il cognome e l’anno oppure il cognome, l’anno e la pagina o le pagine. Es.: Rossi (2000) oppure Rossi (2000, 29).

Se il rinvio è alle sole pp. 29-30, indicare: 29s.; se interessano più di due pagine, 29ss.; in questo caso il rinvio si potrà fare anche con il rinvio alla pagina finale; es.: 29-34, ma 51-9 (lo stesso sistema va seguito anche per numeri indicanti centinaia e migliaia: 127-129 -> 127-9 e 1212-1214 -> 1212-4).

n. b. l’indicazione dei cognomi degli autori moderni (solo) nelle note andrà in maiuscoletto.

Quando in una nota (e/o nel testo) compaiono più indicazioni bibliografiche tra loro indipendenti, queste si separano con un punto e virgola. Ex: Rossi (1996); Bianchi (2000) nel testo e Rossi (1996); Bianchi (2000) nelle note.

Quando (in nota e/o nel testo) viene citato un lavoro a più mani, i nomi dei diversi autori/curatori vanno separati da una lineetta lunga. Ex.: Rossi – Bianchi  (2003) nel testo e Rossi – Bianchi  (2003) nelle note.

Nel caso vengano citati due o più lavori di un medesimo autore, si segua questo modello: Rossi (2003; 2005) nel testo e Rossi (2003; 2005) nelle note.

Qualora si citi un editore di testo o il commento ad un testo non è necessario indicare anno e pag., ma basta l’indicazione ad l. (es. Fraenkel, ad Aesch. Ag. 69).

Nella bibliografia finale si devono indicare i testi secondo il modello che segue:

             - contributo all’interno di un volume

REDONDO 2000
J. Redondo, Pílades, doble d’Orestes, o l’emancipació d’un personatge, in K. Andresen – J.V.  Bañuls – F. De Martino (a cura di), La dualitat en el teatre, Bari, Levante, 371-91.            

             - articoli (o voci) da enciclopedie

FERRETTI 1991
M. Ferretti, Domenico di Paris, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. XL, Roma, Treccani, 648-51.

             - monografie

BURCH 2001
N. Burch, Il lucernario dell’infinito. La nascita del linguaggio cinematografico, Milano, Il Castoro.            

            - tesi di laurea, dissertazioni

STOWELL 1981
T. Stowell, Origins of Phrase Structure, MIT, Doctoral dissertation.

(per lavori in italiano: Dissertazione Dottorale).

             - riviste

KOEPENICK 2002
L. Koepenick, Reframing the past. Heritage Cinema and holocaust in the 1990’s, «New German Critique» LXXXII 47-82.

            - siti internet


VALASTRO 2004
A. Valastro, Animali e Costituzione, www.forumcostituzionale.it

(le pagine non sono necessarie a meno che non siano indicate nel sito stesso).

L’eventuale titolo della collana di appartenenza del volume citato va inserito dopo l'indicazione bibliografica tra parentesi tonde, secondo questo modello:

MÜLLER 1984
C.W. Müller, Zur Datierung des sophokleischen Ödipus, Wiesbaden, F. Steiner (= «Akademie Mainz » V).

L’eventuale dicitura di “Atti di un convegno” va in tondo secondo il modello riportato:

CERRI 2000
G. Cerri (a cura di), La letteratura pseudepigrafa nella cultura greca e romana, Atti di un Incontro di studi (Napoli, 15-17 gennaio 1998), Napoli, Istituto Universitario Orientale.

Nel caso si citi una edizione successiva alla prima, l'anno dell'edizione citata va accompagnato con un numero ad esponente che vi faccia riferimento, mentre l'anno dell'edizione originale deve comparire subito dopo il titolo tra parentesi tonde, secondo questo exemplum fictum:


BIANCHI 20102
M. Bianchi, Il coro della commedia (2003), Roma-Bari, Laterza.

Nel caso invece si citi una traduzione va seguito questo modello:

DAVIDSON 2010
M. Davidson, The Greek Tragedy (2003), trad. it. La tragedia greca, Milano, Einaudi.

Si raccomanda di indicare ulteriori elementi quando necessari, ad es. nel caso di discrepanza tra titolo originale e titolo della traduzione, oppure quando il curatore della traduzione ha operato cospicui interventi.

Se sono presenti più opere dello stesso autore uscite nello stesso anno, si indicherà con lettera progressiva dopo l’anno (es. 2000a, 2000b, 2000c etc.).

 

5. Note 

Il richiamo di nota andrà sempre prima della punteggiatura e dopo il punto interrogativo, l’esclamativo e le virgolette.

I ringraziamenti ed eventuali altre informazioni relative allo scritto (precedente pubblicazione, modifiche etc.) devono essere collocati immediatamente sopra la prima nota a pie’ di pagina (e segnalati con il simbolo *).

 

6. Abbreviazioni

A. AA. = autore, -i
a. aa. = anno, annata, -i, -e
a cura di (per esteso) = a cura di
App. = appendice
articolo = art. (articoli = artt.)
boll. = bollettino
c. cc. = carta, carte
cap. capp. = capitolo, -i
cf. = confronta 
cit. = citato, citt. = citati
cod. = codice
col. coll. = colonna, -e colonna
cosiddetto = lasciare per esteso (non c.d.)
diss. = dissertazione
etc. = eccetera
ed. = editore (editori = edd.)
ed. = edizione (edizioni = edd.)
es. = esempio (esempi = ess.); per esempio/ad esempio = per es./ad es.
e.g. = exempli gratia
fasc. = fascicolo, -i
ibid. = ibidem (un’eventuale indicazione della/e p./pp. seguirà senza alcun segno di interpunzione).
id. = idem, ead. = eadem. Vanno usate solo in bibliografia (non in nota), in tondo e seguiti da virgola. Ex. Rossi (1996) … . In Id., … .
infra = infra
l. = libro (ll. = libri)
l. = linea (ll. = linee)
l.c. = luogo citato (luoghi citati = ll.cc.)
ms. = manoscritto (manoscritti mss.)
n. = nota (note = nn.)
nr. = numero (numeri = nrr.)
p. = pagina (pp. = pagine)
par. = paragrafo (paragrafi = parr.)
recto (es.: f. 97r)
schol. ad l. = scholium ad locum
schol. l.c. = scholium ad locum laudatum
sec. = secolo (secc. = secoli)
s. = seguente (ss. = seguenti)
s.a. = senza anno
s.d. = senza data
s.l. = senza luogo
sez. = sezione (sezz. = sezioni)
supra = supra
s.v. = sub voce (s.vv. = sub vocibus)
suppl. = supplemento 
tav. = tavola (tavv. = tavole)
trad. = traduzione
v.l. = varia lectio (vv.ll. = variae lectiones)
v. = vedi
v. = verso (vv. = versi)
verso (es.: f. 102v)
vs. = versus
vol. = volume (voll. = volumi)

PER I FILOLOGI CLASSICI

Per opere, manuali, strumenti di larga consultazione si usino citazioni abbreviate, ad es.:
- Schwyzer-Debrunner, GG II 126;
- LSJ9 122 (oppure: LSJ9 122, s.v. anastrepho, II.1.2);
- ThGL VII 122 (per il Thesaurus è richiesta la citazione secondo l'edizione originale, in otto volumi: i due volumi relativi ad alpha saranno indicati con I/1 e con I/2);
- Ohler, J. (1922) RE XI. 1818ss. (oppure: Ohler, J. (1922) Kreta. In RE etc.).
Per la citazione di opere in frammenti:
- Aesch. fr. 1 R.
- Archil. fr. 5 W.2
- Archil. fr. 5, 1ss. W.2 (se ne vengono citati alcuni versi)
Non saranno di norma indicate le ristampe anastatiche.


Abbreviazioni
1. Strumenti di ampio uso:
P. Chantraine, Dictionnaire étymologique de la langue grecque = Chantraine, DELG
P. Chantraine, Grammaire homérique = Chantraine, GH
P. Chantraine, La formation des noms en grec ancien = Chantraine, Form.
Diccionario Griego-Español = DGE
H. Frisk, Griechisches Etymologisches Worterbuch = Frisk, GEW
R. Kühner-F. Blass, Ausführliche Grammatik der griechischen Sprache = Kühner-Blass
R. Kühner-B. Gerth, Ausführliche Grammatik der griechischen Sprache = Kühner-Gerth
C.T. Lewis-C. Short, A Latin Dictionary = Lewis-Short
H.G. Liddell-R. Scott-H.S. Jones, Greek-English Lexicon = LSJ9
F. Montanari, Vocabolario della lingua greca = GI2
Oxford Latin Dictionary = OLD
E. Schwyzer, Griechische Grammatik = Schwyzer, GG I
E. Schwyzer-A. Debrunner, Griechische Grammatik = Schwyzer-Debrunner, GG II
Thesaurus Graecae linguae = ThGL [cf. supra, III.2]
Thesaurus linguae Latinae = ThLL

2. Per le riviste saranno, in linea di massima, adottate le sigle dell’«Année Philologique». Saranno invece citate per esteso le riviste non concernenti la filologia classica, o comunque non reperibili nella detta «Année Philologique».

3. Per gli autori greci, si seguiranno di norma i criteri adottati dal LSJ9. Si potrà tuttavia fare eccezione per:
Aelianus (Aelian.)
Aeschylus (Aesch.) [Ag., Cho., Eum., Prom. o PV, Sept., Pers., Suppl.]
Alcaeus (Alcae.)
Anecdota Graeca (An. Gr.) [Si noti la possibilità alternativa di citare il titolo dell’operetta, ad es.: S I 22, 3 Bachm.]
Anthologia Palatina (AP)
Apollonius Dyscolus (Ap. Dysc.)
Apollonius Rhodius (Ap. Rh.)
Apollonius Sophista (Ap. Soph.)
Aristophanes (Ar.) [Eccl., Nub., Pax (ma schol. Ar. Pac.), Ran., Thesm., Vesp.
Aristoteles (Aristot.)
Athenaeus (Athen.)
Bacchylides (Bacch.)
Callimachus (Callim.)
Demosthenes (Dem.)
Dio Cassius (Dio Cass.)
Dio Chrysostomus (Dio Chrys.)
Diodorus Siculus (Diod. Sic.)
Diogenes Laertius (Diog. Laert.)
Dionysius Halicarnassensis (Dion. Hal.)
Dionysius Thrax (Dion. Thr.)
Etymologicum Genuinum (Et. Gen.)
Etymologicum Gudianum (Et. Gud.)
Etymologicum Magnum (Et. M.)
Etymologicum Symeonianum (Et. Sym.)
Euclides (Eucl.)
Euripides (Eur.) [Bacch., Cycl., Phoe., Suppl.]
Herondas (Herond.)
Hesychius (Hesych.)
Hippocrates (Hippocr.)
Hymnus ad Apollinem (H. Hom. Ap.) [e così pure H. Hom. Bacch., H. Hom. Cer., H. Hom. Mart., H. Hom. Merc., H. Hom. Pan., H. Hom. Ven.]
Hyperides (Hyper.)
Iamblichus (Iambl.)
Ilias (Il.)
Isaeus (Isae.)
Isocrates (Isocr.)
Iosephus Flavius (Ios. Fl.)
Libanius (Liban.)
Longus Sophista (Long. Soph.)
Lucianus (Luc.)
Lycophron (Lycophr.)
Meleager (Meleag.)
Nonnus (Nonn.) [D., Par. Io.]
Novum Testamentum (NT)
Odyssea (Od.)
Origenes (Orig.)
Philo Iudaeus (Philo)
Philodemus (Philod.)
Pindarus (Pind.) [O., P., N., I.]
Plato (Plat.) [Charm., Crat., Crit., Eryx., Gorg., Lach., Leg., Lys., Men. (= Meno), Menex., Phaed., Phaedr., Parm., Prot., Resp., Symp., Soph., Theaet., Theag.]
Plutarchus (Plut.)
Polybius (Polyb.)
Quintus Smyrnaeus (Q. Sm.)
Rhetores Graeci (Rh. Gr.)
scholion (schol. o Schol.) [scholia (scholl. o Scholl.)]
Sextus Empiricus (Sext. Emp.)
Sophocles (Soph.) [Ai., Phil.]
Stephanus Byzantius (Steph. Byz.)
Strabo (Strab.)
Suda (Suda)
Theocritus (Theocr.)
Theognis (Theogn.)
Theophrastus (Theophr.)
Thucydides (Thuc.)
Xenophon (Xen.)
Per gli autori latini, si seguiranno i criteri adottati dal ThLL, ponendo maiuscola la lettera iniziale dei titoli (es.: Cic. Fam.).
Per tutti gli autori, sia greci che latini, il numero romano indica il libro; seguono quelli arabi indicanti il capitolo ed il paragrafo, separati da virgola (es.: Thuc. II 47, 2).
Per le pubblicazioni papirologiche: http://scriptorium.lib.duke.edu/papyrus/texts/clist.html.
Per le pubblicazioni epigrafiche:
J.A.L. Lee, A preliminary checklist of abbreviations of greek epigraphic volumes, «Epigraphica» (1994) LVI 129-69; F. Bérard – D. Briquel, Guide de l’épigraphiste, Paris 20003, 17 (con aggiornamenti in http://www.antiquite.ens.fr./guide-epigraphiste.html).


 

Lista di controllo per l'invio di una proposta

Gli autori devono controllare la rispondenza della loro proposta di contributo alle richieste seguenti, pena il rifiuto delle submission che non aderiscano a queste linne guida.

  1. La submission non è stata precedentemente pubblicata, né proposta a un'altra rivista (oppure si fornisce una spiegazione all'editor nei commenti).
  2. Il file di submission è in un formato OpenOffice, Microsoft Word, RTF, o WordPerfect.
  3. Dove possibile, sono stati forniti le URL dei riferimenti
  4. Il testo ha spaziatura singola; usa un font 12 punti ; impiega il corsivo invece della sottolineatura (eccetto con gli indirizzi URL); e tutte le illustrazioni, figure, e tabelle sono posizionate all'interno del testo nei punti appropriati, piuttosto che alla fine.
  5. Il testo aderisce alle richieste stilistiche e bibliografiche riassunte nelle norme redazionali, che si trova nella pagina di informazioni sulla rivista.
  6. Se si sta facendo la submission a una sezione peer-reviewed della rivista, seguire le istruzioni su Come assicurare una revisione cieca.
 

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