Stephanorhinus hundsheimensis: nuovi dati paleontologici e archeozoologici dai reperti di rinoceronte di Isernia La Pineta

Manuel Ballatore, Ursula Thun Hohenstein, Marzia Breda, Carlo Peretto

Abstract


Riassunto - Nel presente lavoro si riportano nuovi elementi paleontologici e archeozoologici emersi dallo studio morfologico e morfometrico dei resti di rinoceronte del rinomato sito antropico di Isernia La Pineta (Molise), del Pleistocene Medio inferiore (Galeriano Medio), attribuiti a S. hundsheimensis da Sala e Fortelius (1993). Il rinoceronte è la seconda specie più rappresentata nell’insieme faunistico e presenta tracce dell’attività antropica legata alla macellazione ed in particolare alla fratturazione intenzionale delle ossa lunghe per il recupero del midollo.

Data l’elevata numerosità campionaria dei resti dentari (229 denti), la loro analisi ha rivestito un ruolo preponderante nello studio. I risultati dell'analisi frequenziale della variabilità morfologica dentaria evidenziano un forte grado di variazione regionale intraspecifica (fenomeno che, purtroppo, ne limita l'utilità diagnostica nelle determinazioni specifiche).

Il materiale cranico (non dentario) non è stato analizzato in questa sede ed i resti estremamente frammentati delle ossa lunghe, pur utili per comprendere le modalità di fatturazione antropica, non sono sufficienti ad uno studio paleontologico di tipo morfologico; fa eccezione l’acropodio, ben rappresentato e costituito da elementi che, forse proprio in virtù della loro piccola taglia e quindi del loro scarso interesse nutrizionale, non sono stati frammentati ed hanno quindi consentito uno studio morfologico. 

 

Summary -  Stephanorhinus hundsheimensis: new palaeontological and archaeozoological data on the rhinoceros remains from Isernia La Pineta (Southern Italy)

In the present work we report new palaeontological and archaeozoological data revealed by a morphological and morphometrical study of the rhinoceros remains from the renowned anthropic site of Isernia La Pineta (Molise, Italy), early Middle Pleistocene (Middle Galerian), assigned to S. hundsheimensis by Sala and Fortelius (1993). The rhinoceros is the most represented species after the Bison and preserves traces of anthropic activity in the form of butchering marks and, in particular, of intentional fracturing of the long bones in order to extract the marrow.

Given the high sample size of the dental remains (229 teeth), the analysis of the dental morphology, played a major role in this study. The results of frequency analysis of the morphological variability show a high degree of regional variation within the species in tooth morphology (a phenomenon that, unfortunately, limits its diagnostic power for the specific identification).

Cranial (not dental) material is not treated here, while the fragments of long bones, still helpful to analyze the fracturing techniques, are not suitable for a morphological study. However, the acropodium, consisting in small sized elements, was not exploited for feeding purposes and is thus well preserved and its morphology has been analyzed in detail.




DOI: http://dx.doi.org/10.15160/1824-2707/1316

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ISSN: 1824-2707

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