Editoriale 2006

 

 

Editoriale alla rivista online 'Annali Online -Lettere'
Università degli studi di Ferrara

Fatte salve poche gloriose eccezioni, le riviste universitarie non godono di una buona fama: sono scarsamente diffuse e vengono spesso tacciate di "provincialismo". In realtà fin dal primissimo numero pubblicato sei anni fa presso la Casa Editrice Le Lettere di Firenze gli "Annali di Ferrara - Sezione di Lettere", fortemente voluti dal suo fondatore Ranieri Varese, si sono invece sempre contraddistinti per la capacità di coniugare la naturale vocazione di una pubblicazione nata in seno all'Università, ossia quella di essere la vetrina di alcuni giovani studiosi della scuola ferrarese, con una tenace volontà di aprire i propri confini al mondo scientifico nazionale e soprattutto internazionale, magari "intercettato" durante qualche passaggio a Ferrara. Malgrado una capillare politica di scambio con altre pubblicazioni consimili restava tuttavia il problema di riuscire a garantire una adeguata diffusione alla rivista, una diffusione che fosse all'altezza delle ambizioni del progetto. È stato questo auspicio che ha indotto la nuova redazione - in parte ripensata, dopo che il fondatore ha dato vita ad una nuova sezione degli Annali, ma che presenta anche solidi e preziosi elementi di continuità - a compiere il "grande passo" della trasformazione in rivista online, prima fra tutte le sezioni degli Annali ferraresi. Fermi restando i criteri di rigore e di internazionalità, lo scopo è dunque quello di raggiungere il più alto numero possibile di studiosi interessati agli argomenti che in questa rivista si tratteranno. Gli ambiti previsti sono quattro: linguistica, letteratura, cinema e teatro. All'interno di ciascuno di essi si troveranno saggi, recensioni e occasionalmente articoli che abbiamo chiamato "recuperi", lavori magari non recentissimi che riteniamo rivestano una qualche importanza scientifica o metodologica, studi di difficile reperibilità che meritano di tornare alla ribalta.
Raggiungeremmo lo scopo che ci siamo prefissi se al nostro indirizzo e-mail arrivassero proposte di pubblicazione soprattutto da parte di giovani studiosi, che si siano imbattuti, anche solo casualmente, nelle nostre pagine e la rivista diventasse così un luogo di interesse per gli studiosi dei suddetti settori.

Matteo Galli