Minori stranieri non accompagnati. Compiti e responsabilità del tutore volontario entro e oltre la scuola

Arianna Thiene

Abstract


AbstractIn light of the exponential migration surge, Italy distinguished itself in Europe as the first country to pass a specific resolution for the reception and protection of unaccompanied migrant children (law n. 47 of 7 Apr. 2017). The explicit starting point of the resolution, the best interest of the child, a long-consolidated principle in international Conventions and of the Strasbourg European Court of Human Rights law, recognises they have the same rights as Italian and EU minors (art.1). In this view, the law does not only promote important and efficient measures of support and protection, but also expressly recognises that unaccompanied migrant children have a series of rights, including that of education. According to article 14 of the same law, from the moment the children arrive at reception centres, schools of all types and levels must enforce measures to favour compulsory schooling, even through specific projects, by means of cultural mediators. Schools are therefore given an official role in the inclusion process aimed at creating equality from diversity, and must adopt specific strategies to guarantee the harmonious development of the personalities of these children, defenceless among the vulnerable. In this path inspired by solidarity and altruism, due importance must be given to the relationships between school managers, teachers, volunteer tutors, foster families, social services and all the people involved in these children's lives.

 

Riassunto A fronte dello sviluppo esponenziale del fenomeno migratorio l’Italia si è distinta, nello scenario europeo, per essere stata il primo Paese ad approvare una disciplina specifica per l’accoglienza e la protezione dei minori stranieri non accompagnati (l. 7 apr. 2017 n. 47). Punto di partenza esplicito della normativa, illuminata dal principio – da tempo consolidato nelle Convenzioni internazionali e nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo – del best interest of the child, è la piena parità con i minori di cittadinanza italiana nella titolarità dei diritti (art. 1). In quest’ottica la legge non si limita a promuovere importanti ed efficaci misure di sostegno e tutela, ma riconosce espressamente ai fanciulli migranti soli tutta una serie di diritti, tra questi il diritto all’istruzione. L’art. 14 della l. 47/2017 stabilisce che, fin dal momento dell’inserimento nelle strutture di accoglienza, le Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado dovranno attivare misure per favorire l’assolvimento dell’obbligo scolastico, anche attraverso la predisposizione di progetti specifici, che prevedano l’utilizzo dei mediatori culturali. Le Scuole vengono così investite in modo ufficiale di un ruolo importante nel processo di inclusione finalizzato a realizzare un’ugua­glianza nella diversità; sono pertanto tenute ad adottare strategie specifiche al fine di garantire una crescita armoniosa della personalità di questi ragazzi, vulnerabili tra i vulnerabili. In questo percorso, ispirato a solidarietà e altruismo, sarà fondamentale valorizzare la dimensione relazionale tra le persone coinvolte nella vita del minore: dirigenti scolastici, insegnanti, tutori volontari, famiglie affidatarie, servizi sociali.

 

 

Keywords – unaccompanied migrant children, volunteer tutor, right to education, school

 

Parole chiave – minori stranieri non accompagnati, tutore volontario, diritto all’istruzione, scuola


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DOI: http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/1949

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