Il diritto alla genitorialità delle persone disabili. Per una introduzione al tema

Angela De Piano

Abstract


AbstractNowadays we often talk about parenthood and disability with reference to families who have a disabled child and need a proper support. Helping parents is important in the process of disability acceptance: they can find social support networks to improve their Quality of Life and decrease their stress level. But we still speak little about the right of people with disabilities to become parents and enjoy the benefit of parenthood in the community. This right was laid down in Article 23 of the United Nations Convention on the Rights of Persons with Disabilities also signed by Italy. It says that the States Parties shall take appropriate measures to eliminate discrimination against persons with disabilities in all matters relating to marriage, family, parenthood and relationships, on an equal basis with others. This must be done to ensure their right to marry and find a family on the basis of free and full consent of the intending spouses is recognized. The main problem is not only the legal vacuum, but a cultural, educational, informational vacuum. Only a few studies on this issue are available, so when adults with a disability become parents, they can’t find social support networks and often they must proceed through an obstacle course, sometimes in complete solitude. In view of these considerations, the present article intends to reflect on this issue, noting that great progress has been made in particular in the Seventies, years of global change, but then it slowed down to the present day.

        

 

Riassunto Sempre più spesso oggi si discute di genitorialità in rapporto alla disabilità pensando alla presenza in famiglia di un figlio disabile e alla necessità di garantire ai genitori un adeguato supporto. È importante aiutarli durante il difficile processo di accettazione della disabilità e, in seguito, sostenerli attraverso una rete di supporto sociale per assicurare al nucleo famigliare una migliore Qualità della Vita. Ancora poco, però, si discute del diritto delle persone disabili alla genitorialità. Tale diritto è sancito dall’articolo 23 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, sottoscritta anche dall’Italia, che sostiene che gli Stati Parti devono adottare efficaci misure per eliminare le discriminazioni nei confronti delle persone disabili in tutto ciò che riguarda il matrimonio, la paternità e le relazioni personali su base di uguaglianza con gli altri. Ciò va fatto in modo da garantire loro il riconoscimento del diritto di sposarsi e fondare una famiglia. In questo ambito in Italia vi è un vuoto non soltanto normativo, ma soprattutto culturale, informativo, educativo, che incide sull’aggiornamento del nostro ordinamento. Gli interventi su questo tema sono ancora pochi e nel concreto quando una persona disabile desidera diventare genitore o sta per diventarlo, non trova un’adeguata rete di supporto ed è costretta a procedere improvvisando, talvolta in un percorso a ostacoli. L’articolo propone una riflessione su questa problematica, constatando come rivoluzionari passi in avanti per l’inclusione siano stati fatti negli anni Settanta, anni di globale contestazione, per poi rallentare ai giorni nostri, fin quasi a giungere oggi a una fase di stallo che, si spera, non diventi involuzione.

 

 

Keywordsparenthood, disability, inclusion, education, life plan

 

Parole chiave – genitorialità, disabilità, inclusione, educazione, progetto di vita


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DOI: http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/1928

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