Cantieri di genitorialità solidale: un progetto di empowerment comunitario

Moira Sannipoli

Abstract


Abstract The project “Building site of parenting supportive” was realized in the Social Zone n. 2 of Umbria Region (Perugia, Corciano and Torgiano) in 2015 with the aim of promoting and implementing shared parenting experiences through the activation of territorial tables in the presence of all the associations operating in the 0-6 age bracket. The project has had the credit of activating links and paths of active citizenship and mutual help between adults and families, in the interests of a mutual contamination and re-appropriation. The profound meaning of the project has been placed within an interpretative framework that certifies on the one hand increasing needs and more or less submerged fragility of parenting, on the other hand the inability of appealing and recalling forms of traditional and tried answers. In the age of “social liquidity” and of the carousel between guilty and blamed, paradoxically the recipes on traditional parenting or otherwise tested by others no longer work: the only change for salvation compared to the difficulties experienced in everyday family life is not the waiting for external solutions, but the progressive reconquest of their decision-making powers and their care duties, in a sort of oasis made of clean listening and of assumed risks. Again, the challenge arises on a purely educational level even with the figures who have tasks of support for parenting, called to activate opportunities for empowerment and self-efficacy.

 

Riassunto Il progetto “Cantieri di genitorialità solidale” si è realizzato nella Zona Sociale n. 2 della Regione Umbria (Perugia, Corciano e Torgiano) nell’anno 2015 con lo scopo di promuovere e realizzare esperienze di genitorialità condivisa attraverso l’attivazione di tavoli territoriali in presenza di tutte le realtà associative operanti nella fascia 0-6 anni. Il progetto ha avuto il merito di attivare legami e percorsi di cittadinanza attiva e di reciproco aiuto tra adulti e famiglie, in un’ottica di reciproca contaminazione e riappropriazione. Il significato profondo del progetto si è collocato all’interno di una cornice interpretativa che attesta da un lato bisogni crescenti e fragilità più o meno sommerse della genitorialità, ma dall’altro anche l’impossibilità di appellarsi e richiamare a sé forme di risposte tradizionali e provate. Nell’epoca della “liquidità” sociale e della giostra continua tra colpevolizzatori e colpevolizzati, paradossalmente le ricette sulla genitorialità tradizionali o comunque testate da altri non funzionano più: l’unica possibilità di salvezza rispetto alle difficoltà esperite nella quotidianità familiare è non l’attesa di soluzioni esterne, ma la riconquista progressiva dei propri poteri decisionali e dei propri compiti di cura, in una sorta di oasi fatta di ascolti puliti e di rischi assunti. Nuovamente la sfida si pone su un piano puramente educativo anche con le figure che hanno compiti di sostegno alla genitorialità, chiamate ad attivare occasioni di empowerment e di autoefficacia.

 

Keywords parenting, associations, storytelling, empowerment, care

 

Parole chiave – genitorialità, associazionismo, narrazione, empowerment, cura


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DOI: http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/1924

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