Limiti e vantaggi della convergenza di immagini del bambino. Il superiore interesse del minore ad essere visto ‘diversamente’ da insegnanti e genitori

Paola Zonca

Abstract


Abstract The paper deals with the theme of the relationship between schools and families in terms of participation, listening and comparison, which together are essential to ensure a balanced environment for the child’s development. As a continuous and reciprocal exchange between the different figures involved in child’s growth and development should be considered as the quality factors of educational services, it is essential, and in the best interests of the child, that educators become aware of the link between a child’s well-being and the convergence of reference adults. But is convergence an imperative? And is it always advantageous? Or can a certain amount of divergence be beneficial to the child? Alongside the effort to recognize common goals and shared references, it is possible to elaborate different images of childhood and individual children. This issue raises many crucial questions with regard to educational togetherness: can non-converging viewpoints be a source of modifiability and transformation? Can dissonant images sometimes be more beneficial to the child’s interests rather than a flattened image of who the child is, or could be? Are parents supported more effectively if their view alone of the child is accepted or if they are helped in an appropriate way to see their child from a different perspective?

 

Riassunto – Il contributo affronta il tema della relazione fra scuola dell’infanzia e famiglie in termini di partecipazione, ascolto e confronto, essenziali per garantire un contesto equilibrato per lo sviluppo del bambino. Lo scambio continuo e reciproco tra i diversi contesti nei quali i bambini crescono può essere ritenuto fra i fattori di qualità dei servizi educativi, pertanto è fondamentale, nel superiore interesse del minore, che gli educatori maturino consapevolezza del legame fra benessere del bambino e convergenza degli adulti di riferimento. Ma la convergenza è un imperativo? Ed è sempre vantaggiosa? Oppure una certa dose di divergenza può operare nell’interesse del minore? Accanto allo sforzo per riconoscere finalità comuni e riferimenti condivisi è possibile elaborare immagini diverse dell’infanzia e dei singoli bambini. Anche perché spesso insegnanti e genitori hanno una rappresentazione differente delle competenze dei bambini, in termini ad esempio di autonomie acquisite. Si pongono perciò molti interrogativi cruciali nell’ottica della togetherness educativa: la non convergenza può essere fonte di modificabilità e di trasformazione? Una dissonanza di sguardi può a volte essere nel segno del superiore interesse del minore più di un appiattimento su una sola immagine di chi è, o può essere, quel bambino? I genitori sono maggiormente sostenuti se si accetta la loro visione del bambino o se vengono aiutati in modo opportuno a vedere il figlio con uno sguardo diverso?

 

 

Keywords relationship between schools and families, convergence, child imagine, parents involvement, best interest of the child

 

Parole chiave relazioni scuola famiglia, convergenza, immagine del bambino, coinvolgimento dei genitori, superiore interesse del minore


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DOI: http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/1923

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