Obbligo vaccinale e legislazione sanitaria in ambito scolastico, ovvero i corsi e ricorsi della storia

Stefano Rossi

Abstract


Abstract The recent law n. 119/2017 laying down urgent provisions on vaccination prevention has provoked a broad debate in public opinion and in the scientific community both on the opportunity for regulatory choice and in relation to the problems related to compulsory vaccination against minors. In this perspective, it must be remembered how, before 1999 (year in which some regions decided to adopt regulations derogating from the paradigm of compulsory), the transgressions to the vaccination obligations ensured the application of administrative penalties Financials, also in accordance with art. 47, D.P.R. n. 1518/1967, refusal of admission to compulsory schooling and examinations in case of non-certification of the pupil's subposition to compulsory vaccinations. So can we talk about a return to the past? The answer is not linear or simple, but involves an examination of the existing legislation in relation to the innovations made in 2017, evaluating the historical context, the social sensitivity and the state of scientific knowledge that represented the Hinterland on whose basis certain regulatory choices have been taken. There is no doubt, however, that the balance between the collective interest in health, the right to education and individual self-determination has emerged and has changed, which paves the way for reflections on the balancing criteria between the rights Constitutional in a pluralist context.

 

Riassunto La recente legge n. 119 del 2017 recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale ha suscitato un ampio dibattito nell’opinione pubblica e nella comunità scientifica sia in merito all’opportunità della scelta normativa che in relazione ai problemi connessi all’imposizione obbligatoria della profilassi vaccinale nei confronti di minori. In quest’ottica si deve rammentare come, prima del 1999 (anno in cui alcune regioni decisero di adottare normative che derogavano al paradigma dell’obbligatorietà), le trasgressioni agli obblighi vaccinali comportavano l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie, prevedendosi altresì, in virtù dell’art. 47, d.P.R. n. 1518/1967, il rifiuto dell’ammissione alla scuola dell’obbligo e agli esami nel caso di mancata certificazione della sottoposizione dell’alunno alle vaccinazioni obbligatorie. Si può dunque parlare di un ritorno al passato ? La risposta non è lineare né semplice, ma comporta una disamina della normativa previgente in relazione alle innovazioni apportate nel 2017, valutando il contesto storico, la sensibilità sociale e lo stato delle conoscenze scientifiche che hanno rappresentato il retroterra sulla cui base determinate scelte normative sono state adottate. Pare indubbio comunque che siano emersi e si siano modificati gli equilibri tra l’interesse collettivo alla salute, il diritto all’istruzione e l’autodeterminazione individuale, il che apre la strada a riflessioni sui criteri di bilanciamento tra i diritti costituzionali in un contesto pluralista.

 

 Keywords – vaccines, health legislation, school, regions

                              

Parole chiave vaccini, legislazione sanitaria, scuola, regioni

 


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DOI: http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/1900

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