Un esempio di percorso integrato tra Scienze e Matematica progettato per la formazione del personale docente

Laura Monticelli

Abstract


AbstractThe decrease in the interest in scientific studies, the difficulties pointed out by OCSE and PISA surveys stress a need for a revision of subjects and methodologies of study plans by whoever aims at turning their qualification into effective teaching. The transition from an accumulation of concepts in series to the identification of grounding concepts, which are selected with historical and epistemological precision, is possible, though still problematic. Teaching based on superficial factual knowledge, with priority given to content transmission, is still the prevailing approach and represents a major critical aspect. More useful would be a “knowledge in action”, i.e., teaching of skills, where, according to “National Giudelines”, “skills” refer to processes that “favour exploration and discovery, in order to promote enthusiasm when looking for new knowledge”, In particular, within the Natural Sciences, “skills” refer to the ability and willingness to use the set of acquired information and methods to explain the world around us, being able to identify problems and draw conclusions based on experimented facts. Within Mathematics, “skill” is defined as the ability of an individual to identify and understand what roles mathematics play in the real world”. Mathematics is, therefore, given a formative value, through which a student is enabled to have significant and factual experiences: observation of an event, identification and representation of relationships, definition of a problem, elaboration of models for real situations. Therefore, the challenge for teaching essentially pivots on the stimulation of motivation, and this is no easy matter. The indications provided by international research, the European Union, and the OCSE concern integrated multidisciplinary teaching paths and converge to suggest the use of educational paths, which both stimulate questions and induce a “search for why”, and arouse interest in historical-epistemological paths. All of this needs a teaching curriculum based on an experimental approach. A plan of integrated paths for scientific subjects can be especially formative in the Scuola Secondaria di Primo Grado (Junior High School, age 11-14). In fact, it allows firstly, the use of the specific language, methods and tools for each subject, and subsequently, the set up of concepts and principles with an interdisciplinary value, so as to promote a deeper understanding of the relationships existing between different scientific domains. The integrated teaching path shown here as an example has been developed from the point of view of both the teacher and the teaching follow-up. It presupposes that the teacher has a solid social and cultural expertise, in accordance with the law 107/2015, which deals with the training of the teaching staff, considered to be a “mandatory, long-life, structural” requirement.

RiassuntoIl calo di interesse per gli studi scientifici, le difficoltà degli studenti emerse nelle indagini OCSE e PISA richiedono una rivisitazione disciplinare e metodologica dei curricoli da parte di chiunque voglia qualificarsi come docente efficace. Passare da contenuti accumulati in successione all’identificazione di concetti fondanti selezionati con rigore storico ed epistemologico è possibile ma ancora problematico. Tra gli aspetti di maggiore criticità, vengono indicati la prevalenza di un insegnamento nozionistico e manualistico, e la priorità assegnata alla trasmissione di contenuti. Utile quindi un “sapere agito”, cioè una didattica per competenze, dove per “competenza” si intende, come scritto nelle Indicazioni Nazionali, “favorire l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere il gusto per la ricerca di nuove conoscenze”. In particolare, per le Scienze il termine “competenza” si riferisce alla capacità e alla disponibilità di usare l’insieme delle conoscenze e delle metodologie acquisite per spiegare il mondo che ci circonda, sapendo identificare le problematiche e traendo conclusioni basate su fatti comprovati. La “competenza” Matematica viene definita come la “capacità di un individuo di identificare e comprendere il ruolo che la matematica gioca nel mondo reale”. Viene attribuito quindi alla matematica un valore formativo in cui lo studente deve essere messo nelle condizioni di fare esperienze concrete significative: osservare un fenomeno, cogliere e rappresentare relazioni, porsi problemi e costruire modelli di situazioni reali. La sfida della didattica, dunque, si gioca essenzialmente sulla motivazione, non ovvia, che si riesce a risvegliare. Le indicazioni riportate da Ricerca internazionale, dall’Unione Europea e dall’OCSE riguardano percorsi integrati interdisciplinari, che effettivamente convergono nel suggerire l’impiego di percorsi didattici che stimolino domande e che inducano alla “ricerca dei perché”, e, nondimeno, a far apprezzare il percorso storico-epistemologico. Tutto ciò implica un curricolo impostato secondo l’approccio investigativo-sperimentale. La programmazione di itinerari di integrazione delle materie scientifiche può risultare particolarmente formativa nella Scuola Secondaria di Primo Grado. Essa permette, infatti, dapprima l’uso di linguaggi scientifici e di metodi e strumenti propri di ciascuna disciplina, e, successivamente, la costruzione di concetti e principi di valore interdisciplinare tali da favorire una maggiore comprensione delle connessioni esistenti tra domini scientifici diversi. Il percorso integrato che viene portato come esempio è sviluppato sia dal punto di vista del docente che da quello della relativa ricaduta didattica. Esso presuppone, da parte del docente, solide competenze sociali e culturali secondo quanto indicato dalla legge 107/2015 riguardante la formazione in servizio del personale docente, indicata come “obbligatoria, permanente e strutturale”.


Keywords – education, didactics, integration, function, models

Parole chiave – formazione, didattica, integrazione, funzione, modelli


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DOI: http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/1590

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